Menesini

Qualità dell’aria: Menesini ha ragione, le multe non servono, ma serve anche autocritica!

Condivido quanto detto da Menesini in Europa ovvero che con le multe non si cambia la realtà dei fatti, riferendosi alle iniziative sulla qualità dell’aria, devo però anche aggiungere che non possiamo nasconderci dietro ad un dito o peggio ancora puntarlo solo verso l’Europa quando concretamente sui territori le amministrazioni locali, non tutte ma in gran parte, continuano per inerzia con le solite politiche ambientalmente devastanti che abbiamo visto nei decenni precedenti e che ci hanno portato fino a questo punto.

Consumo di suolo e cementificazioni inutili e devastanti, taglio dissennato degli alberi nelle zone urbanizzate (di questi giorni Villa Bottini a Lucca), la sistematica distruzione delle Alpi Apuane, la cementificazione delle spiagge, piste ciclabili assenti, nessuna progettazione per migliorare ed efficientare a livello di macro area il trasporto pubblico, nessun intervento o confronto con le aziende a maggior impatto ambientale, depuratori assenti in molte aree, flebili sforzi di costruire filiere locali, tentativi molto irruenti di ridurre le aree protette e potrei continuare qui con una lista lunghissima.

Insomma manca una vera visione ecologista del territorio e manca perché chiaramente è molto più facile continuare ad amministrare così, senza ulteriori sforzi, senza obiettivi da raggiungere, senza dover abbandonare la fantomatica comfort zone o muovere azioni politiche che potrebbero scontentare qualcuno o far perdere qualche voto. E così facendo siamo passati dalla Toscana Felix, come elogiava il nostro buon governo Alberto Asor Rosa a fine anni settanta, alla Toscana da bere anzi da mangiare che vediamo oggi sotto i nostri occhi – ahimè! – quasi irriconoscibile.

Troppo spesso a queste latitudini le proposte ecologiste, che dominano in Europa, se non vengono derise vengono battezzate come utopistiche, irrealizzabili se non addirittura sbeffeggiate. Credo che forse prima di puntare il dito verso l’Europa dovremmo guardarci allo specchio col rischio di trovarci riflessa l’immagine di qualcuno che non ci piace. La mia “stoccata” non va certo a Menesini che sul territorio è stato uno dei pochi che sta cercando una strada di governo che coniughi ambiente e lavoro ma va un po’ a tutti noi. 

A tutti coloro che negano la crisi climatica, a coloro che la vedono come una cosa che a loro non riguarda, a coloro che vedono complotti ovunque piuttosto di accettare ciò che la scienza, senza ombra di dubbio, ci GRIDA da tempo, ovvero che siamo seduti su un treno lanciato verso il baratro.

Ma va anche, ovviamente, alla politica che ormai ha abbandonato il suo ruolo di guida e si crogiola nello sdoganare politiche dettate spesso solo dalla pressione economica della lobby di turno continuando a perpetuare una società che ha come unico valore centrale il profitto e non il benessere ed il bene comune. Langue da troppo tempo una riflessione seria e partecipata su una vera transizione ecologica dei nostri territori, l’unica via per uscire da questo cul de sac.

Eros Tetti
Portavoce di Europa Verde Toscana

Torna su